Scandalo ’60 “Ritorno a Ferrara”

Il Nuovo Romanzo di Arnaldo Ninfali

Suspence

rimani col fiato sospeso in un’atmosfera inquisitoria

Umorismo

una spiccata vena umoristica e scanzonata con la quale personaggi e situazioni vengono tratteggiati

Atmosfere

che riecheggiano ora Guareschi, ora De Amicis, ora i film di Pupi Avati, ora “L’attimo fuggente” o i film carcerari

Scandalo 60

Scandalo ’60
Un gustosissimo romanzetto nel quale l’autore si fa portavoce della vicenda d’un suo amico e collega: Rolando Natali. Scandalo ’60 rimarca l’ambiguo carattere d’un’ironia che può essere capita nella sua completezza sola a lettura avvenuta.

Emilio Diedo

Poeta, scrittore e critico letterario

Scandalo ’60
Caro Arnaldo, ho letto il tuo libro [Scandalo ’60 ritorno a Ferrara] e devo dirti che sei riuscito a ca­lare il lettore nelle atmosfere di quegli anni, con un po’ di malinconia e tanti bei ricordi (alcune im­magini mi ricordano i film di Pupi Avati). Grazie per questo tuo lavoro, con il quale parli a cuore aperto e che, per questo, risulta molto intenso e coinvolgente. Sono contento di averlo letto e ti fac­cio tanti complimenti.

Marco.

P.S.: … credo che tuo padre possa essere orgoglioso di te … ma questa è un’altra storia…

Dott. Marco Battistoni

Medico chirurgo, presso Polo Chirurgico Confortini di Verona

Agli inizi degli anni ’60, in un collegio dell’Appennino tosco-emiliano scoppia un “grave scandalo” che mette nei guai molti convittori, tra cui il protagonista della vicenda. Molti sono sospesi per tre giorni con l’obbligo di tornare accompagnati dai genitori.

Il protagonista, Rolando Natali, racconta il drammatico evolversi dei fatti e l’angoscia che lo tormenta durante il viaggio che lo porta ad affrontare la madre.

Il viaggio gli dà tuttavia la possibilità di ripensare al proprio passato e di capire molto di se stesso e del rapporto con i genitori, i quali hanno ritenuto che il collegio fosse per lui la soluzione educativa migliore.

A fargli comprendere molte cose contribuirà anche l’incontro con una persona particolare, dotata di una sviluppata sensibilità artistica.

Alla fine, Rolando sarà un ragazzo nuovo, più maturo, consapevole delle proprie aspirazioni e dotato di maggiore senso di responsabilità.

Come è nato “Scandalo ’60”?

Il romanzo è nato dal ricordo indelebile di alcuni giorni di vero panico che vissi da ragazzo, quando, nei primi anni ’60, soggiornavo in collegio.

Quei pochi giorni in cui si consumarono quegli scandalosi eventi furono per me così traumatici che ho sempre desiderato raccontarli, non trovando mai, tuttavia, l’occasione e gli stimoli giusti per andare oltre le buone intenzioni.

Finché, nell’agosto del 2001, in quel di Urbino, nella quiete e all’ombra del campeggio in cui mio figlio ed io avevamo piazzato il nostro camper, cominciò l’avventura che, tra innumerevoli interruzioni e riprese, mi ha portato a pubblicare il mio primo libro.

Le vicende narrate sono ispirate da fatti reali

Si tratta di un’opera autobiografica. I fatti, i personaggi e il contesto sono reali. Il luogo in cui sor­geva il collegio, per intenderci, è Castiglione dei Pepoli, un’amena località turistica sull’Appennino tosco-emiliano che consiglio a tutti di visitare.

La fantasia, però, ha fatto anch’essa la sua parte, come del resto è giusto che sia in qualsiasi opera letteraria. Ha fatto la sua parte soprattutto nell’immaginare plausibili sviluppi in base al proporsi di inaspettati eventi.

L’autobiografi­smo della storia è dunque evidente.

Scandalo ’60 – ritorno a Ferrara
Dopo il debutto avvenuto nel 2010 col romanzo Il Diavolo, Arnaldo Ninfali, ferrarese di Vigarano Mainarda, trapiantato da anni per motivi professionali (insegnante di lettere al Liceo, ora in pensione) a Verona, si ripropone al pubblico con un gustosissimo romanzetto nel quale si fa portavoce della vicenda d’un suo amico e collega: Rolando Natali. Interposto diario, quindi.
Vicenda, da quanto s’intende dal titolo, “scandalosa”, vissuta nell’anno 1960, il cui epilogo, agevolmente anticipato nel contesto del titolo stesso, vede il ritorno in Ferrara del protagonista.
In verità Scandalo ’60 rimarca l’ambiguo carattere d’un’ironia che può essere capita nella sua completezza sola a lettura avvenuta. Nessuno scandalo; soprattutto nessun dramma. Perché spesso dietro un clamoroso scandalo esiste un vero dramma esistenziale – o, se non esistesse esso potrebbe predisporne la genesi –, che potrebbe concludersi nella tragedia. Ma niente di tutto ciò in questo libro!
La trama narra d’un adolescente: il già accennato Rolando Natali, allora quindicenne. Ma, venendo al nocciolo della questione, a quale vicenda semiscandalosa s’accennerebbe?
Una storia quasi assurda che se fosse ambientata nel contesto di normalità scolastica d’una terza media comunale, piuttosto che d’un collegio (Istituto San Giovanni di Castiglione dei Pepoli – BO) retto da dei preti, tra l’altro alquanto maneschi (l’autore si diverte a denominarli ironicamente “uomini di Dio”, mettendone in risalto una pretestuosa contrapposizione al “Diavolo”, ovverosia ai comportamenti degli adepti, tra i quali appunto Rolando, quasi sempre, a loro modo di giudicare, peccaminosi), nessuno ne avrebbe mai fatto un ‘caso’. In collegio Rolando c’era in pratica finito a causa – mi astengo nel dire se giustamente o ingiustamente – della Gianina [sic], professoressa di matematica, che, dopo averlo rimandato a settembre (gli avevano appioppato anche la lingua straniera, che tuttavia solo questa egli riuscì a superare) lo aveva definitivamente bocciato.
Ebbene, oggetto del predetto scandalo, perpetrato in quel di Castiglione dei Pepoli, presso i rognosi, malefici preti, incazzati col mondo, altro non sarebbero che delle ‘sconce’ fotografie di donne. Non si sa bene se nude come mamma le aveva fatte o solo seminude. Il che, alla fine della ‘favola’, non implica nessuna differenza d’intenti.
E perché il sottotitolo tiene tanto a specificare quel ritorno a Ferrara?
Perché, in base al lavaggio di cervello che i preti del collegio avevano fatto all’immaturo protagonista, e convinto poi che la ragione morale di costoro pendesse inesorabilmente dalla parte del vero, una volta che lo ebbero sospeso dalle lezioni, questi in un primo momento aveva in mente di fuggire, e di non tornarsene a casa a Ferrara, per la paventata ripercussione di sua madre, anche lei donna di chiesa, alquanto bigotta, alla quale tra l’altro, da quanto si deduce dalla trama, non mancavano i peli sulla lingua.
Senonché, conosciuta proprio nella corriera che lo avrebbe trasportato sino a Ferrara, una studentessa universitaria, certa Chiara Balboni, che, prima, con la citazione di qualche brano di Epicuro (sul quale aveva appena dato un esame che le aveva fruttato un trenta e lode), e, subito dopo, tramite la lettura dell’introduzione del suo primo libro (che Rolando aveva casualmente intravisto in vetrina, e per curiosità comprato, in una libreria di Ferrara dopo che i due si erano appena separati), pubblicato a quattro mani e che narrava la storia di due ragazze (le stesse autrici) appena sedicenni che, da sole, se ne andavano, assecondate dai relativi genitori, per ben due mesi in Francia ed uno intero in Spagna, Rolando rinsavisce rispetto all’erroneo indottrinamento subito in collegio. Ecco che intravvede una diversa, più morbida via d’uscita. La quale non avrebbe contemplato eccessivi accanimenti da parte della famiglia, specialmente della madre. Ed è così che il ritorno a Ferrara è ben degno d’essere messo in evidenza sulla copertina del libro: ritorno avvenuto piuttosto che violato.

Emilio Diedo

Poeta, scrittore e critico letterario

Arnaldo Ninfali

Arnaldo Ninfali nasce a Vigarano Mainarda (FE) il 2 maggio 1948. Dal 1968 vive a Verona, dove ha insegnato lettere in alcuni licei cittadini sino al 2011, anno in cui matura i requisiti per la quiescenza.

Al 2010 risale la sua prima pubblicazione, il romanzo breve Il Diavolo (Statale 11 Editore, VI), ma nel 2012 l’opera viene rieditata – in forma riveduta e integrata –, per Este Edition (FE), col titolo Scandalo ’60 ritorno a Ferrara. Con questa definitiva versione risulterà finalista al concorso “Protagonisti 2012”. La vela e altri racconti è pertanto il suo terzo lavoro, ed è ispirato a quell’ambiente scolastico da cui l’autore si è da poco accomiatato. La maggior parte dei dieci racconti tratteggia infatti, in modo spesso ironico e caricaturale, personaggi e situazioni consueti nella scuola di oggi.

Quattro racconti della silloge La vela e altri racconti sono stati inclusi nell’antologia narrativa in e-book n. 13 edita da Opera Uno e, uno in particolare, dal titolo Il racconto, è risultato vincitore al concorso “il più votato dai lettori”.

Scandalo 60

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