Che Vladimir Putin sia un sanguinario autocrate che dovrebbe render conto al Tribunale dell’Aja per crimini contro l’umanità nessuno lo può negare. E’ lui che ha invaso l’Ucraina, dando inizio ad una carneficina che non si sa se e quando potrà finire. A tutt’oggi ha sulla coscienza mezzo milione di morti, computando anche i soldati russi da lui obbligati a morire in terra ucraina. Egli non tollera opposizione ai suoi ordini, neppure a scapito della vita. Così oggi l’esercito russo che combatte in Ucraina è composto per lo più di innocenti vittime del dispotismo di Putin, che si atteggia a novello zar di tutte le Russie e mette in allarme il mondo intero.
Sono giovani obbligati a combattere e a morire, e non meritano di essere ammazzati dalle armi fornite dai paesi NATO. Oggi fornire armi all’Ucraina significa diventare complici di Putin nello sterminio dei suoi oppositori, esterni ed interni alla Russia. Come del resto in passato: la storia ci insegna che gli eserciti sono sempre stati al servizio di potenti che hanno saputo piegarli alla loro sete di conquista. Gli eserciti del mondo hanno sempre obbedito a interessi economici di lobby di potere sulle quali domina quella della armi.
A questo punto il solo modo per fermare la carneficina è far tacere le armi e tornare alla diplomazia, coinvolgendo tutte le potenze del mondo.
E’ una soluzione, questa, che sembra impossibile vedere sistematicamente rifiutata dalle strategie politiche mondiali. Nella mente dei potenti della terra sembra che le guerre siano volute dai popoli, come per ricavarne chissà quali benefici. A loro la storia non ha insegnato nulla, attratti com’erano da chissà quali altri interessi. Così ora la loro ignoranza, unita ad una smisurata sete di potere, rischia di condurre il mondo ad una catastrofe senza ritorno.
Il dramma è che non hanno coscienza della loro ignoranza e credono di saper distinguere il bene dal male, dividendo il mondo in buoni e cattivi, e mettendosi, loro, sempre tra i buoni. Non gli passa per la testa di aprire gli armadi dei cosiddetti buoni per trarne fuori gli scheletri che vi sono nascosti. Ne hanno paura, perché potrebbero scoprire che al mondo, oggi, di Putin ce n’è più di uno.

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