Il 19 giugno scorso, un canale social di Nova News pubblicava alcuni stralci del primo discorso del nuovo Capo di Stato maggiore dell’esercito del Regno Unito, Patrick Sanders. Questo signore, con la naturalezza di un burocrate che stia assumendo la dirigenza di un ufficio finanziario, affermava: “prepariamoci a combattere contro la Russia nella Terza guerra mondiale”. E specificava come fosse necessario ammodernare l’esercito con armi sempre più sofisticate e letali.

Facciamo dunque un bel respiro, amici miei, e mettiamoci il cuore in pace: la terza guerra mondiale è alle porte e, con essa, forse, la fine dell’umanità. Però, dico io: strano che, quando questo pericolo non era così imminente, esso ci mettesse nel panico al solo pensarci. Ora invece che un generale inglese delle forze NATO ci comunica che la catastrofe sta per cominciare, non facciamo una piega e continuiamo la vita di sempre, come gli orchestrali del Titanic che suonarono finché non furono sott’acqua. Facciamo come dei passeggeri di quella tragica nave che avessero continuato i loro passatempi senza curarsi di essere presto inghiottiti dal mare. E continuiamo a preoccuparci del caldo, della siccità, dell’inflazione galoppante e dello spread; dei contratti di lavoro, del costo della benzina e del covid, fino alle cose più frivole come il calciomercato e la Formula uno.

Il mondo politico non batte ciglio e considera l’invio di armi all’Ucraina un generoso aiuto umanitario a cui le democrazie occidentali non possono sottrarsi. E accoglie a braccia aperte Svezia e Finlandia nella NATO, ennesima violazione degli accordi siglati con la Russia nel 1989. Di negoziato neanche a parlarne e l’Ucraina pian piano vien ridotta in briciole. Del pericolo atomico si parla, ma quasi con la curiosità di vedere l’effetto che fa. E le parole di un incosciente guerrafondaio come quel Sanders entrano da un orecchio ed escono dall’altro: i media, naturalmente, assenti giustificati.

Credo che oggi, amici miei, l’unico compito della politica sia di salvare l’umanità dal pericolo della sua estinzione. Non sono inezie, è vero, il clima, la salute e l’economia, ma anche se, con un tocco di bacchetta magica, in un lampo questi si risanassero, a nulla servirebbe se poi il mondo andasse in frantumi a suon di bombe atomiche. Ora c’è bisogno di una classe politica fermamente pacifista, fautrice di una difesa non armata e di una radicale riconversione dell’industria bellica. Basta con eserciti e fanatici militarismi! Che il signor Sanders si trovi un altro lavoro, di grazia! E non venga a minacciare impunemente il futuro dei nostri figli e nipoti! Stiamo vivendo giorni drammatici, amici miei: dobbiamo dircele, certe cose, senza peli sulla lingua; e poi muoverci, per fare noi politica, come è nostro diritto e dovere: la bella e sana politica, quella che si fa nelle piazze, fuori dai palazzi del potere. Così i nostri portavoce, là dentro, la smetteranno di blaterare e si atterranno alla nostra volontà. Non dice, l’articolo 1 della Costituzione, che “il potere appartiene al popolo”? O forse non è più così?

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